Il saluto del Presidente
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Il saluto del Presidente

...non si abbatta,Tenente...!

Vedrà..., il prossimo anno arriveremo davanti a tutti, anche davanti al Milan di Sacchi, perché la nostra Inter sta comprando un giocatore fortissimo che ci farà fare il salto di qualità: si chiama

Matthaus!”

Con queste parole il Sig. Cosimo FELLI, mio primo e indiscusso “maestro” di Amministrazione militare, tentava di consolare me, suo Tenente e Capo Sezione in quel di Como - Distretto Militare, in una delle tante domeniche amare in cui l'Inter del “Trap”, ancora acerba, arrancava dietro a un Milan che sembrava invincibile...

Ero giunto, solo un anno prima, a dar manforte al povero Felli, fino a quel momento in netta minoranza in una Caserma satura di milanisti, juventini, e qualche napoletano trapiantato in riva al Lago. E lui, fiero e incrollabile, a tener alto lo stendardo nerazzurro contro tutto e tutti: e giunse forse addirittura a intravedere in me, nel mio arrivo, un chè di profetico...

E infatti l'anno dopo Matthaus si vestì di nerazzurro e, con lui, Berti, Bianchi, Matteoli, Diaz (giunto in sostituzione di Rabat Madjer alias il “tacco di Hallà”, che non superò le visite mediche) e, dulcis in fundo, e quale “accessorio” del già titolato Matthaus, Andreas Brehme, il terzino di fascia sinistra più forte che Io abbia mai visto giocare in Serie A! Non ce n'è stato mai uno così, prima; non ce ne sarà mai più uno così, dopo! Il solo, dico il solo, che mi ha ricordato Andreas Brehme, è stato un altro nerazzurro, che però ha giocato sulla fascia opposta, scrivendo pagine ancora più gloriose: Douglas Sisenando MAICON, uno degli Eroi del TRIPLETE!

Festeggiammo a distanza lo Scudetto dei Record 1988-'89: Felli a Como, Io a Roma dove già mi avevano, nel mentre, trasferito.

Difficile dire cosa sia l'Inter...! Altri hanno detto, e scritto, cose che rimandano a valori che sono solo nostri. E sono valori “costitutivi” perché l'Internazionale Football Club nata il 9 marzo del 1908 anticipava già concetti quali “fratelli del mondo” che sono stati poi ripresi, parafrasati, nientemeno che dalle Nazioni Unite... ma ben 37 anni dopo, con due Guerre mondiali di mezzo e tutto ciò che ne fu, in tema di diritti inviolabili dell'essere umano, orrido contorno!

Trascinato, giammai mio malgrado ma certo con sorpresa, in questa avventura, un nugulo di Interisti per lo più di Olevano sul Tusciano, di Battipaglia e di Bellizzi il quale Io definisco “Lo Zoccolo duro” ha inteso fondare un nuovo Inter Club, cavalcando un desiderio condiviso di fare qualcosa di nuovo, di diverso. Quando diciamo nuovo, e diverso, non intendiamo nel senso di rottura col passato essendo non pochi i trascorsi, in altri Club, di alcuni soci. Ma, forse, sono state e sono proprio le pregresse esperienze a far nascere questa esigenza: costituire un Club nuovo.

L'idea di chiamarlo “Tusciano”, non rammento se partita proprio dallo scrivente o da altri, ha raccolto subito consensi e approvazione unanimi! “Tusciano”, come l'omonimo fiume, antico fiume che segnava il confine tra il mondo greco e quello etrusco, due civiltà così diverse che han saputo anche convivere pacificamente (e nel mentre lo scrivo colgo, anche in questo, un sottile presagio che rievoca in me le parole “fratelli del mondo”...). “Tusciano” perché nasce dai monti picentini (richiamati nel nostro Logo) che fanno da cornice a Olevano sul Tusciano, storica roccaforte interista, per poi snodarsi nella stretta valle che mena a Battipaglia, la attraversa in un gioco di anse ai piedi della pittoresca “Castelluccia” fino a sfociare in mare - località Spineta, al confine con Bellizzi.

Un fiume che, nella fantasia spero perdonabile di chi scrive, sembra quasi aver trasportato e diffuso, negli anni, la fede nerazzurra.

In sede costitutiva del Club, il Consiglio Direttivo appena insediato ha voluto assegnare allo scrivente la carica di Presidente del neonato Inter Club “Tusciano”. La cosa, di suo già molto lusinghiera, non manca di farmi sentire un senso di responsabilità che mi appare enorme, alla luce della preferenza quasi plebiscitaria che l'ha preceduta. Responsabilità verso il Club e verso le politiche gestionali che saranno sviluppate dal Direttivo, essendo il mio un ruolo non decisionale ma di mera rappresentanza. Responsabilità verso il Centro nazionale Coordinamento Inter Club, per il tramite del Vertice regionale. Responsabilità verso i miei due figlioli, come me Soci fondatori di questo Club e, non ultima, Responsabilità verso mio papà, che non è più, al quale non smetterò mai di esser grato per avermi instillato la passione per una anzi per “la” Squadra di calcio che si chiama “INTER”, passione che in tempi più recenti ha trovato felice sintesi in un imperativo noto, ormai, a tutti gli Interisti: “AMALA !”

 

 

Il Presidente

Ugo BENEDETTO